Le sorgenti termali della Porretta

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Le Terme di Porretta, grazie alla ricchezza delle sostanze minerali disciolte nelle loro acque, si distinguono rispetto a molte stazioni termali. Utilizzano, infatti, le proprietà salutari di diverse  sorgenti benefiche: sulfuree, ricche d’idrogeno solforato, e salsobromoiodiche con significativa presenza di sale e iodio. Sono acque in cui la concentrazione di elementi, indispensabili per il corretto funzionamento del nostro organismo, è particolarmente elevata. Le caratteristiche geologiche del giacimento idrominerale di Porretta consentono quindi un ventaglio di trattamenti e cure generosissimo, in grado di curare le patologie più diverse seguendo protocolli seri, testati e realmente efficaci, sviluppati da un comitato scientifico, che annovera al suo interno illustri specialisti della medicina italiana. Le acque termali di Porretta sono molto efficaci per la cura, la prevenzione e la riabilitazione dell’apparato respiratorio, di quello locomotorio e del sistema vascolare periferico, per la cura della sordità rinogena, di affezioni gastroenteriche, delle affezioni dermatologiche e di alcuni disturbi ginecologici. La qualificata presenza di medici e specialisti termali potrà offrire consulenze mirate, individuando i protocolli di cura e i trattamenti più idonei rispetto alle esigenze di salute di ciascun ospite.
La TEMA srl ha recentemente acquisito lo stabilimento termale e sta prodigandosi per riqualificare la struttura e l’organizzazione dello stabilimento per poter fornire un servizio ancora  più moderno ed efficiente agli utenti. Sono pertanto stati realizzati interventi di riqualificazione dell’impiantistica termale con particolare riguardo ai trattamenti inalatori e riabilitativi , lavori di massiccia manutenzione e rigenerazione di tutte le sorgenti nonché un approfondimento ed uno sviluppo degli studi effettuati in passato sulle sorgenti per sviluppare filoni di ricerca autonomi ed originali. Per tali motivi è stato avviato un proficuo rapporto con l’Università, Enti di Ricerca, Professionisti  considerati significativi supporti scientifici che possono affiancare il Direttore della Miniera in questo lavoro di approfondimento conoscitivo del giacimento.

 

PORRETTA; DALL’ANTICHITÀ AI GIORNI NOSTRI

È una storia più che millenaria quella delle sorgenti termominerali di Porretta Terme: le prime notizie di acque calde e mineralizzate presenti nei boschi impervi e pressoché inaccessibili della zona risalgono ad età ancora preromana, mentre la presenza di vere e proprie sorgenti degne di “coltivazione e sfruttamento”, al di là della florida stagione termale dell’epoca romana del I secolo d.c., si segnala a partire dal basso medioevo e lungo tutto il rinascimento. E’ di quel periodo una classificazione (1576) ad opera di  Giovanni Zecchi, con toponimi analoghi a quelli che in seguito verranno ripresi e adottati definitivamente dalle sorgenti porrettane: Porretta Vecchia, Porretta Nova, 3 Bocche, Bagni sotto le Donzelle.
Ma è a partire dal ‘700 che la ricca documentazione storica ci riferisce di un utilizzo per alcuni versi già molto simile a quelli attuali, con denominazione delle sorgenti già consolidate: le sorgenti del Bove e delle Donzelle, riportate in affreschi e dipinti dell’epoca, la più famosa Sorgente Leone, nota in tutta Europa per la qualità delle acque e per le proprietà terapeutiche dei sali in essa disciolti e le sorgenti denominate Puzzole a sottolinearne la maleodorante presenza di acido solfidrico, di grande valore idrologico medico, dal tipico odore di “uovo marcio”.
Sulla base delle notizie e delle conoscenze acquisite, la qualità delle sorgenti porrettane si è mantenuta sostanzialmente costante nel corso dei secoli. Questo tuttavia non sempre è bastato a garantirne il rispetto e la valorizzazione. Pur in presenza di acque di pregio, infatti, si è assistito a fasi altalenanti di conoscenza e attenzione o disaffezione, da imputarsi alla maggiore o minore considerazione posta dai diversi proprietari e gestori, pubblici o privati, nel corso dei secoli a questa importante e unica risorsa idrotermale.

 

LE SORGENTI TERMOMINERALI DI PORRETTA TERME

Gli stabilimenti termali di Porretta utilizzano due gruppi di acque che si differenziano sia per le diverse caratteristiche chimiche, sia per la dislocazione topografica. Entrambi sgorgano dalle arenarie eoceniche, al contatto con gli scisti argillosi impermeabili. Le acque estratte vengono convogliate , attraverso apposite condotte, nello stabilimento Castanea, ove sono collocati gli impianti che erogano le prestazioni terapeutiche ( piscina, fanghi, inalazioni, bagni e irrigazioni). Va specificato che le sorgenti Leone, Pozzo Ciancabilla, del Parco sono ubicate a piano campagna, tutte le altre sotterranee.

Le sorgenti si distinguono in due gruppi: il “Gruppo delle Sorgenti Salso Bromo Iodiche”il “Gruppo delle Sorgenti Solfuree”.

Gruppo delle Sorgenti Salso Bromo Iodiche
Sono sorgenti ad elevata salinità e temperatura e sono situate nella parte alta (sud-ovest) dell’abitato di Porretta. Gli affioramenti si trovano nella zona in cui il Rio Maggiore ha eroso gli strati dell’arenaria, formando la gola compresa tra i due monti del Sasso Cardo e della Croce. Le sorgenti sono:
Sale: è la perforazione più profonda, realizzata nel 1996, in corrispondenza delle arenarie, attraverso le quali vengono a giorno le acque più calde, captate direttamente a circa 30 metri di profondità. Fu collocata in un locale non certamente idoneo a tale uso (Grottino Chini), ma la sua delocalizzazione risulterebbe , al momento, alquanto complessa.
Bove: situata anch’essa a sinistra del Rio Maggiore, viene a giorno all’interno dell’omonimo antico stabilimento termale, attraverso tre captazioni ricavate in un apposito locale, posto nei sotterranei. Una sola delle sorgenti è attualmente attiva attraverso un pozzo profondo una quindicina di metri.
Marte: ubicata a destra del torrente, nel sotterraneo del vecchio albergo termale; anche tale sorgente è captata mediante pozzo profondo una decina di metri collocato in un apposito locale.
Donzelle Galleria scaturisce all’interno della galleria omonima e sarà utilizzata per la sola bibita una volta verificata sotto gli aspetti sanitari.
Donzelle è posizionata nei sotterranei dell’omonimo fabbricato e viene a giorno in un pozzo aperto . Attualmente la sorgente non ha più una portata significativa , ma è comunque sottoposta e periodiche manutenzioni e sanificazioni.
Leone: ubicata a sinistra del Rio Maggiore, è captata mediante un vano ricavato nella sponda del torrente. Attualmente la sorgente non ha più una portata significativa , ma è comunque sottoposta e periodiche manutenzioni e sanificazioni.

Gruppo delle Sorgenti Solfuree
Sono acque a media salinità e temperatura, caratterizzate dalla presenza di acido solfidrico. Si trovano a sud-est dell’abitato di Porretta, e distano circa 1 km dalle sorgenti del primo gruppo. Sgorgano alla base del Monte Rocchetta, a sinistra del fiume Reno, dove sono ubicati gli stabilimenti termali. Le sorgenti sono:
Porretta Vecchia: sita nell’antico stabilimento in località Madonna del Ponte; è captata direttamente dalla roccia mediante un’opera di presa ubicata in un vano sotterraneo del fabbricato, collegato con  lo stabilimento Puzzola mediante una galleria.
Porretta Nuova:  l’opera di presa  è collocata in una teca nella medesima galleria. È captata direttamente.
Puzzola (ex Puzzola 1) : usata solo come bibita, è captata mediante un pozzo aperto scavato in roccia, chiuso in una teca.
Maiocchi (ex Puzzola 2): si trova nei sotterranei dello stabilimento Puzzola, all’imbocco della galleria artificiale che unisce tale fabbricato al nuovo stabilimento Castanea. La captazione è in cemento e consiste in un ampio contenitore chiuso impostato sulla roccia.
Puzzola Nuova ( ex Puzzola 2C): collocata sempre nei sotterranei dello stabilimento Puzzola, nel corridoio adiacente al locale officina. La captazione è in cemento e consiste in un ampio contenitore chiuso impostato sulla roccia.
Sono in corso gli approfondimenti necessari per valutarne l’utilizzo.
Del Parco: collocata in un apposito locale affiancato al vecchio Stabilimento Puzzola. Da tempo inutilizzata ed è contemplata in un piano di risanamento di prossima attuazione.
Della Madonna: l’opera di presa è collocata all’interno della adiacente galleria ferroviaria e, mediante una condotta dedicata, viene veicolata in un piccolo fabbricato in pietrame dal quale diparte la condotta diretta nello stabilimento. E’ oligominerale fredda ed adatta per la bibita.

Il Pozzo Ciancabilla da tempo inutilizzata è contemplata in un piano di risanamento di prossima attuazione. Trattasi del pozzo perforato nel 2005 fino alla profondità di 50 metri. Le acque rinvenute (ipotermali minerali  bicarbonato/carbonato sodiche, clorurate con tracce di acido solfidrico) sono una anomala ed interessante presenza nell’ambito delle acque della zona. Saranno oggetto di uno specifico filone di studio.

 

CARATTERISTICHE CHIMICHE E FISICHE

Le acque salsobromoiodiche sono caratterizzate da un alto contenuto di cloruro di sodio e dalla presenza di iodio e bromo in quantità talvolta molto limitate ma sufficienti da esercitare un effetto terapeutico. Le acque solfuree presentano composti solfurei, acido solfidrico libero o combinato, cui sono legate le proprietà curative. In tutte le sorgenti vi è presenza di metano, ammoniaca e solfati.
Dall’analisi dei contenuti in cationi ed anioni di una sorgente salso bromo iodica e di una solfurea, si è notato che, nonostante le due acque abbiano proprietà terapeutiche diverse, esse appartengono allo stesso gruppo, ovvero quello delle clorurato sodiche. Tutte le acque di Porretta hanno dunque la stessa composizione di base. Considerando i valori massimi della temperatura e del residuo fisso di tutte le sorgenti, salinità e temperature più elevate competono alle acque salsobromoiodiche: quest’ultime sono acque minerali mesotermali (con una temperatura media di 35°C) mentre le acque solfuree sono classificabili come ipotermali (con una temperatura media di 24°C).
La portata complessiva delle acque salsobromoiodiche è di circa 223 l/min, corrispondente ad un quantitativo giornaliero di circa 321 m3. La portata globale delle sorgenti solfuree, invece, ammonta a 106 l/min, pari cioè a circa 152 m3/giorno. Si può concludere che il bacino di Porretta Terme produce potenzialmente attorno ai 470 m3/ giorno di acqua idrotermale nella sua totalità (valori medi rilevati nel corso del 2015). Il monitoraggio dei diversi parametri avviene oggi anche in continuo grazie all’installazione di quattro sonde multiparametriche automatiche, debitamente alloggiate presso le opere di presa di due sorgenti salsobromoiodiche e due sorgenti solfuree. Dalle analisi possiamo sicuramente dire che l’attività estrattiva delle acque termominerali di Porretta avviene attualmente nel completo rispetto della risorsa.


Articolo scritto da: Dott. Stefano Vannini (Direttore della Miniera dello Stabilimento delle Terme di Porretta)

Tutte le notizie storiche qui riportate sono desunte dal testo di Mario Facci, Andrea Guidanti, Renzo Zagnoni “Le Terme di Porretta. Nella Storia e nella Medicina” Edizioni Nuèter, Porretta Terme, 1995

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